c o c k t a i l s

Da venerdì 20 settembre stagione nuova, drink list nuova.

Gli ingredienti principali di questo nuovo menù? Entusiasmo, dedizione e tanta voglia di stupire.

Nelle ricette - questa volta è proprio il caso di chiamarle così - ci sono pistacchio, riso e zest di cuoio, tanto per citarne alcuni.

 

Le basi alcoliche ci sono tutte: gin, whisky, mezcal, rum, cachaça, per soddisfare diversi palati, ma soprattutto per curare differenti patologie.

 

Già, perché il menù dell’Argot trae la sua ispirazione dalla storia dell’alcol e dell’uso medico che se ne faceva fino al ‘700. Ecco perché nel salotto di via dei Cappellari, troverete la vostra ricetta rossa.

Conoscere il passato dunque, per azzardare nel futuro. Questa volta si riparte anche dal ghiaccio, un attore principale della miscelazione, rimasto troppo a lungo dietro le quinte. Così, attraverso la tecnica dell'Ice Carving, il ghiaccio demineralizzato, puro e trasparente, viene modellato al momento e servito nel drink sotto forma di sfera o di diamante.

Abbiamo viaggiato con la mente, per rendere concrete delle idee spingendo il piede sull'acceleratore della ricercatezza. Da lì abbiamo portato nel laboratorio dell'Argot le onde elettromagnetiche per l'infusione del latte con il passion fruit, il perossido di azoto per invecchiare un drink in modo istantaneo, l’acido citrico per l’idrogenazione di un ghost drink.

Se dovesse bastare una parola per descrivere tutto ciò, sarebbe strana, inusuale, di quelle che si cercano sul vocabolario e non si scordano più. Sarebbe sinestesia. Quando stimoli appartenenti a diversi sensi si mescolano tra loro, avviene questo. Il gusto si confonde all'olfatto, la vista si fa calda o fredda, rubando la sensazione al tatto.

Magia, o meglio sinestesia.

© 2019 by Simone Cosentino